La notte ascoltando
la musica il silenzio
dell’anima distante
nel tempo nel luogo
l’anelito
(~1998)
*
Le carte che si accumulano,
gli anni. Tutto in superficie
sembra essere sempre lo stesso,
tutto cambia in profondità.
Il vento ululante, questo
tempo di contrasti, mutamenti
percettibilissimi…
(~1999)
*
la fatica di mettersi a un nuovo lavoro
o la fatica, forse, di rinunciare al sole
o, piuttosto, la fatica di essere qui da soli
nella primavera che avanza, la fatica
(25-4-2001)
*
parole nella rete
a volte pigre, a volte
appassionate e amiche.
parlano di noi
della fatica
di giorni mesi e anni
davanti a uno schermo bianco.
di entusiasmi e avvilimenti.
di attese, corse, exploit, sconfitte
resurrezioni e amori
letterari e un po’ reali.
(21-7-2002)
*
Se di dinieghi
a circondarmi torno
e di silenzi
vaghezze e assenze
è per il frastuono
e il troppo pieno
o il troppo vuoto
E il desiderio
di riandare
via
(19-4-2004)
*
Le note le voci i gracidii
la radio, al sole e nell’ombra,
soffusa presenza.
(10-6-2004)
*
muti e distanti
o ciarlieri e pressanti,
cavalieri e erranti:
ma che cambia?
sempre e solo passanti.
e allora? allora perché
tanta pena, tanto affannarsi
e vagare e ricercare e sprecare?
(23-7-2004)
*
Se pensare potessimo
domani meglio di oggi
forse un sorriso illuminerebbe
il faticoso cammino
Ma di nubi è coperta la strada
e domani ci sarà
solo se sapremo ripensare
come ieri eravamo e oggi
come siamo diventati
come domani potremo tornare
(9-9-2004)
*
Pensieri di ieri, pensieri di oggi
pensieri forse di domani
Pensieri su quello che siamo
quello che avremmo voluto o potuto essere
quello che forse saremo
Pensieri
(16-9-2004)
*
le parole che ci diciamo
e quelle che non ci diciamo
tutte specchio di realtà
fuori e dentro di noi
le parole
(28-10-2004)
*
del tempo che fu
svanisce il ricordo
col tempo che fa
(16-9-2006)
*
troppo il frastuono in questi anni
nel pubblico e nel privato
da avere perso o non avere mai trovato
un senso nelle cose.
troppe le parole
dette lette riversate
da non sapere più ascoltare e cogliere
un senso nel silenzio.
(28-11-2007)
*
l’ingombro materiale delle cose
l’ingombro mentale – una battaglia
(21-1-2008)
*
essere vivi è anche questo
fare cose impensate
giungere in vetta di slancio e piangere
per la discesa (lunga, erta, precipitosa)
e di nuovo baci
in riva al mare
euforici
(24-2-2008)
*
soli, o insoddisfatti
di tante cose, spesso,
è una compagna la rete,
ma il vuoto non riempie,
anzi, ingigantisce, talvolta,
senza ci sentiamo persi,
siamo poco più che niente,
e questa è la sua forza,
questa la nostra debolezza.
(16-5-2008)
*
La vita è un viaggio
richiede slancio e coraggio.
Per quanta cura ci metti
non è mai come ti aspetti.
Ora prende e ora dà
come gli viene come gli va.
Troppo a recriminare
rischi solo di naufragare.
(16-4-2012)


