Sean Michaels, “Us Conductors”
Da un autore nato in Scozia e cresciuto in Canada, un primo romanzo con il botto, vincitore del più ricco premio canadese, lo Scotiabank Giller Prize, e pluritradotto (in Italia da Keller)
Dopo una serie di post dal tono nostalgico o comunque molto al passato, è ora che questo «quaderno di annotazioni varie, con libri e letture come riferimenti primari» torni un po’ alla vocazione originale, dando appunto a libri e letture lo spazio che meritano. Lo faccio in una pausa dei lavori di semina nei campi, in una giornata novembrina finalmente di pioggia, esaurita la proverbiale estate di San Martino, riproponendo un’altra delle schede che fino a una decina di anni fa mi dilettavo a fare dopo aver letto un bel libro ancora inedito in Italia. Non fosse che l’entusiasmo in materia non è più quello di un tempo (come già scritto altrove, negli anni, oltre a calare inevitabilmente le forze, è molto cresciuta la sfiducia), un’abitudine senz’altro da riprendere, quella di buttare giù quantomeno qualche annotazione sui libri che si leggono, anche senza secondi fini di possibili proposte editoriali.1
André Alexis, “Fifteen Dogs”
C’è stato un periodo in cui facevo anche schede di lettura: su esplicita richiesta o, più spesso, spontaneamente. Inizierò a riproporle su «Le didascalie», apportando giusto minimi ritocchi, ma in generale aggiornando le informazioni finali riguardanti l’autore o l’autrice del testo in esame, arricchitesi negli anni a seguito di nuove pubblicazioni e tr…
LETTORE
Nazzareno Mataldi, 7 ottobre 2015
AUTORE
Sean Michaels
TITOLO ORIGINALE
Us Conductors
(Sottotitolo, solo nel frontespizio: In which I seek the heart of Clara Rockmore, my own true love, finest theremin player the world will ever know.)
SPIEGAZIONE DEL TITOLO
“Conductor” è qui da intendersi sia come “direttore d’orchestra” sia nel senso della conduttività elettrica. Il romanzo verte su Lev Termen, l’inventore del theremin, e sul suo amore impossibile per Clara Rockmore, la più grande virtuosa di sempre di questo strumento. L’idea guida, quindi, è che chi suona il theremin utilizza le sue mani, tenendole in aria, staccate dallo strumento, un po’ come un direttore d’orchestra, dando voce all’invisibile, all’etere. Come viene spiegato nel testo: “That is the secret of the theremin, after all: your body is a conductor.”
SUGGERIMENTI PER IL TITOLO IN ITALIANO
C’è da pensarci. Da evitare però un titolo che rimandi al libro che racconta la vita vera di Lev Termen e a cui questo romanzo attinge moltissimo, per poi inventare liberamente. Ovvero: Theremin: Ether Music and Espionage, di Albert Glinsky.
EDITORE
Canada: Random House Canada. USA: Tin House Books.
Altri editori (prima di Londra 2015): UK, Bloomsbury; Canada, per il francese, Alto; Francia, Payot; Repubblica Ceca, Argo.
NUMERO DI PAGINE
460
ANNO DI PUBBLICAZIONE
2014
GENERE
Romanzo, a sfondo storico-biografico-musicale, con elementi di spy-story, nonché di narrativa sui gulag.
PUBBLICO DI DESTINAZIONE
Appassionati di musica e storia del Novecento, tra Russia/URSS e USA; appassionati di spionaggio; appassionati di storie d’amore travagliate/impossibili.
PROBLEMI DI TRADUZIONE
A parte il titolo, non particolari.
GIUDIZIO, IN SINTESI
Più che positivo. Di non poco conto, anche la possibilità di accedere ai contributi per la traduzione del Canada Council for the Arts.
SPUNTI DI COPERTINA
QUANDO È AMBIENTATA LA STORIA?
Tra gli anni 10 e la fine degli anni 40 del Novecento
DOVE È AMBIENTATA LA STORIA?
La prima parte nella San Pietroburgo pre- e post-rivoluzionaria, poi nella New York scintillante degli anni 20 e quella più cupa dei primi anni 30. La seconda parte nell’Unione Sovietica stalinista dei gulag, delle ricerche segrete a sfondo bellico e dell’inizio della Guerra Fredda.
SUGGERIMENTI PER LA COPERTINA
Efficace quella canadese, in pratica un’immagine stilizzata di Clara Rockmore che suona il theremin. Più astratta quella USA, che riproduce uno schema elettrico (probabilmente del theremin).
RIASSUNTO SINTETICO
È il racconto fortemente romanzato, con il protagonista nelle vesti di narratore, di larga fetta della vita di Lev Termen (francesizzato, Leon Theremin), musicista, scienziato e inventore russo-sovietico (spesso citato come il Thomas Edison russo) e, suo malgrado, spia dell’NKVD, il precursore del KGB.
Si deve a Termen, nato a San Pietroburgo nel 1896, in particolare l’invenzione del theremin, uno dei primi strumenti musicali elettronici, nel 1919, agli albori dell’Unione Sovietica.
La promozione di questa e di altre invenzioni porteranno Termen negli Stati Uniti, a New York, dal 1928 al 1938. Qui brevetterà il theremin, vendendolo alla RCA, senza però riuscire a sfondare sul mercato. Il gran numero di dimostrazioni e concerti renderanno però Termen una figura molto popolare nell’America di quegli anni, mettendolo al centro della vita glamour newyorchese, con frequentazioni del calibro di George Gershwin, Maurice Ravel, Charlie Chaplin, Albert Einstein.
Dall’intensa vita notturna nascerà in particolare la passione (solo in parte corrisposta) per Clara Reisenberg, giovane violinista lituana trasferitasi anche lei negli Stati Uniti. Clara, costretta ad abbandonare il violino per problemi alle ossa, negli anni a seguire si dedicherà al suono del theremin, diventando, grazie alla sua formazione musicale e al suo orecchio assoluto, la più grande virtuosa di questo strumento.
Nel frattempo, Termen porterà avanti anche negli Stati Uniti una poliedrica attività di inventore, arrivando a ottenere contratti per sistemi di allarme per le prigioni di Alcatraz e Sing Sing. In parallelo ci sarà una (forzata) attività di spionaggio per i sovietici.
Le difficoltà finanziarie, i timori di essere nel mirino dell’FBI e la delusione per l’amore non corrisposto da Clara (che sposerà l’avvocato Robert Rockmore, di cui prenderà il cognome) alla fine costringeranno Termen a tornare in Unione Sovietica, nel 1938, malgrado il matrimonio da poco stretto con Lavinia Williams, giovane ballerina afro-americana dell’American Negro Ballet.
Ed è proprio sulla nave del ritorno a Leningrado, chiuso per tutta la durata del viaggio nella cabina di un mercantile, che Termen racconta la sua vita fino a quel momento, l’oggetto della prima parte del libro, con il pensiero fisso a Clara.
La seconda parte del romanzo narra invece gli anni dal 1938 al 1946, con Termen che non riceve nell’Unione Sovietica stalinista l’accoglienza immaginata per uno scienziato e inventore come lui, che a suo tempo aveva beneficiato dell’appoggio di Lenin in persona.
Presto trasferitosi da Leningrado a Mosca, in cerca di lavoro, verrà anzi arrestato e, a seguire, mandato ai lavori forzati in Siberia, nelle miniere d’oro del fiume Kolyma, in pieno contesto gulag. Anche qui si metterà presto in mostra per le sue doti di inventore e musicista, divenendo noto come “l’Esperto”.
In breve tempo sarà comunque richiamato a Mosca, per lavorare, sempre da recluso, in un laboratorio di ricerca segreto. Qui svilupperà le sue invenzioni agli ordini diretti di Berija, il capo della polizia segreta di Stalin, realizzando in particolare dei rivoluzionari sistemi di ascolto per le attività di spionaggio ai danni dell’ambasciata americana di Mosca e dello stesso Stalin. Ciò gli consentirà di godere di una certa libertà, ancora prima di essere riabilitato.
Ed è dalla stanza messagli a disposizione da Berija che Termen racconta questa seconda fase della sua vita.
Concludendo, un romanzo ricco di personaggi e cambi di scena. Inoltre, pur ispirandosi alla vita reale di Termen (l’autore dichiara di essersi rifatto in particolare alla biografia Theremin: Ether Music and Espionage, scritta dal compositore Albert Glinsky), contiene molti elementi di pura invenzione (su tutti, probabilmente, la passione di Termen per il kung fu, nonché gli omicidi commessi come spia e in carcere). È però una storia avvincente, ben resa, che non fa staccare il lettore dalla pagina. Insomma, un romanzo – e un autore – che anche in Italia dovrebbe avere una buona ricezione.
L’AUTORE
Sean Michaels è uno scrittore canadese nato in Scozia nel 1982, cresciuto a Ottawa e, dal 2000, residente a Montreal. Us Conductors è il suo romanzo di esordio, con cui nel 2014 ha vinto il più ricco premio letterario canadese, lo Scotiabank Giller Prize (del valore di 100mila dollari canadesi). Il libro è stato tradotto in francese (dalla scrittrice franco-canadese Catherine Leroux), ceco e, nel 2019, in italiano (da Gabriella Tonoli, e pubblicato da Keller Editore, con il titolo L’eco delle balene. Una seconda edizione è uscita nel 2025, per il ventennale dell’editore di Rovereto). Dopo Us Conductors, Michaels ha pubblicato altri due romanzi (a oggi inediti in Italia): nel 2019 The Wagers e nel 2023 Do You Remember Being Born. Nel 2003 ha fondato il blog musicale Said the Gramophone. Ha scritto anche per «The Guardian», «The Believer», «the Walrus», «Pitchfork» e «McSweeney’s». È una voce fresca e originale. Senz’altro da seguire.
Nel marzo 2016, introducendo la suddetta scheda di lettura in un post sul mio sito, scrivevo:
Succede che ogni tanto ti appassioni a qualche libro letto in originale. Succede che talvolta ci scrivi anche una rapida scheda, se non è stato ancora pubblicato in Italia. Succede, quasi invariabilmente, che presto o tardi quel libro avrà una traduzione italiana, ma di rado presso l’editore o gli editori a cui l’hai proposto. Succede. Succede, in ogni caso, che quando ti lasci prendere da un libro, tanto da dedicargli qualche riga, hai, di fatto, un post bell’e pronto per quando non hai granché da dire oltre la dimensione dei 140 caratteri ma il tuo sito reclama un po’ di attenzione e visibilità.



